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  PILLOLE e altro ........."CODARDO"
   
 

Como 06/12/2010

Fine settimana da dimenticare, quello appena trascorso, nel quale abbiamo dovuto incassare una grave sconfitta sportiva: l’aggressione ad un arbitro.

Un’aggressione è sempre deprecabile, ma ad un arbitro e nel modo con cui è stata effettuata , lo è ancora di più.
Se poi è accompagnata dall’aggravante di essere attuata dell’esecutore fuori da una palestra, in un parcheggio semibuio, lontano da occhi indiscreti, senza qualificarsi quindi senza avere il coraggio delle proprie azioni, tanto che all’approssimarsi di altre persone si allontana e si defila  nell’anonimato, ci rendiamo conto che siamo di fronte ad un CODARDO.

E tutto questo perché?

Perché l’arbitro ha una “colpa”: quella di aver scelto questo delicato ruolo nel mondo della pallavolo e nella fattispecie la sua scelta l’ha portato ad arbitrare una gara, non come voleva il “tifoso” che l’ha aggredito, ma come sa fare da anni , per permettere alle squadre di avere un direttore di gara, con i pregi e i difetti della persona comune , comune come ognuno di noi nella nostra vita sportiva e non.

A chi non è arbitro però non viene detto nulla :

  •  

il dirigente può sbagliare scelte, essere disattento alle necessità della squadra/società,

  •  

l’allenatore può commettere errori di formazione, sbagliare la chiamata dei time-out, i cambi e non saper gestire al meglio la partita

  •  

i giocatori/trici possono commettere una marea di errori in battuta, nelle coperture , nelle posizioni, ecc…..

  •  

gli spettatori possono comportarsi come credono, e tanti ritengono corretto dare sfogo a tutte le loro repressioni

e tutto questo è accettato, è ammesso, è dovuto, fa parte del gioco, a loro è concesso tutto, e nessuno sparla di loro e nessuno li conosce tanto bene da apostrofarli in malo modo.

L’arbitro invece non può sbagliare nulla, deve essere la perfezione assoluta e poi se sbaglia giù epiteti, e sciorinamento di sostantivi, di lui si conosce tutto: la mamma, la sorella, le loro “professioni” e quelle di altri familiari, i suoi problemi fisici, i risvolti della vita sentimentale, ecc….

Ora la volontà non è quella di impedire quanto sopra né tanto meno censurare.
Ritengo però doveroso bandire l’episodio, biasimare il suo esecutore e prenderne le distanze. Non allontanando noi, ma allontanando lui, che conosciamo, e che quando lo incontreremo avrà il sentore dell’alta considerazione negativa che avremo nei suoi confronti.

Sicuramente almeno fino a quando non  chiederà SCUSA all’arbitro-uomo che ha ferito con il suo comportamento.

Aspettiamo fiduciosi.
Per l’arbitro, per gli arbitri, per le società, per i tesserati, per la nostra pallavolo.

A tutti  buona pallavolo giocata.
L’altra pallavolo, a buoni intenditori poche parole, beh! ……lasciamola perdere.

   
  Presidente FIPAV CP Como
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