Il Palafrancescucci di Casnate con Bernate ha ospitato una grande festa della pallavolo con Anna Danesi, capitana della Nazionale italiana e campionessa olimpica e mondiale, invitata dal Comune con il patrocinio di Coni e Fipav. In tribuna quasi novecento giovani atlete, insieme a pallavolisti della provincia di Como, genitori, tecnici e dirigenti, hanno accolto l’azzurra con un lungo applauso.
Le felpe sociali hanno colorato le tribune, dando il segno della vitalità del volley territoriale: presenti all’evento le società AC Brenna, Junior Fino Mornasco, Ardor 2K Volley Mariano, CDG Volley Erba, Lariointelvi, Olimpia Cadorago, Pallavolo Turate, CS Alba di Albese con Cassano, San Carlo, Figino Volley, San Giorgio Luraghese, GS Carimate, GS Montesolaro, Villa Guardia Volley, Virtus Pallavolo Cermenate, Kaire Sport, Libertas Brianza, Pallavolo Lomazzo, Pallavolo Picco Lecco, Polisportiva Binago – BCF Volley, Polisportiva Bregnanese, Polisportiva Colverde, Polisportiva Senna, U.S. Albatese, U.S. Tavernola Valbreggia Volley, U.S. Vertematese, Uggiatese Volley ’87, Young Sport. In sala anche l’azzurra Elena Pietrini (Vero Volley Milano) e alcuni giocatori della Libertas Cantù di serie A2, squadra che gioca proprio al Palafrancescucci.
Dopo i saluti istituzionali del sindaco Anna Seregni, del delegato provinciale Coni Niki D’Angelo e del presidente FIPAV Como Lucio Amighetti, le luci si sono abbassate e Danesi – centrale della Vero Volley Milano, protagonista in A1 e Champions League – è entrata tra musica e boato del pubblico, a suggellare una stagione che vede la nazionale imbattuta dal 1° giugno 2024.
“Lo sport come scuola di vita”
Guidata dalle domande della giornalista Viviana Dalla Pria e dalle curiosità raccolte tra le giovani pallavoliste, Danesi ha ripercorso i momenti chiave della sua storia. Ha ricordato la scelta, a tredici anni, di lasciare casa per inseguire il volley: una decisione fatta di sacrifici condivisi con i genitori, presenti in tribuna, che l’hanno sempre sostenuta. Da bambina immaginava una carriera da biologa e sognava di lavorare per il Wwf, ma la pallavolo è diventata il suo orizzonte professionale.
Ai ragazzi in sala ha affidato un messaggio chiaro: lo sport è una vera scuola di vita, perché “i sogni si costruiscono giorno dopo giorno, con passione, impegno e fiducia in sé stessi” e per ottenere risultati bisogna “impegnarsi fino in fondo”. Un concetto che ha ribadito più volte, invitando i giovani a non avere paura della fatica e delle rinunce quando si sceglie un obiettivo importante.
Occhi della tigre, muro e… burraco
Parlando dell’esperienza in azzurro e in club, Danesi ha raccontato anche il lavoro con Julio Velasco, sottolineando come il suo contributo vada oltre la tecnica e la tattica: ciò che fa la differenza, ha spiegato, è la forza motivazionale che riesce a trasmettere al gruppo. Sugli “occhi della tigre” evocati dal tecnico sorride, ma ammette di riconoscersi in quell’atteggiamento deciso e concentrato nei momenti che contano.
Le domande delle giovani atlete hanno poi toccato i dettagli più “da insider”. Se avesse scelto uno sport invernale, probabilmente sarebbe stato lo sci di fondo; l’azione che le dà più soddisfazione è il muro, perché “per farlo bene bisogna quasi entrare nella testa dell’avversaria”. Tra le avversarie più difficili da affrontare non ha dubbi: Paola Egonu resta il riferimento assoluto.
Spazio anche alle curiosità di spogliatoio: Danesi ha spiegato di non avere veri riti scaramantici, ma di amare il burraco come momento di relax prima delle partite, con un’unica regola non scritta, quella di voler vincere sempre. Tra i sogni per il futuro ci sono tre percorsi universitari e il desiderio, a fine carriera, di diventare insegnante di educazione fisica nelle scuole primarie. Il suo libro “Un sogno d’oro”, presentato durante la serata, è andato esaurito in poco tempo, con le copie autografate prese d’assalto dai presenti.